
Da che mondo e mondo, per me le arachidi sono sempre state quella cosa (una delle tante, a dirla tutta) che avevo la possibilità di mangiare soltanto il giorno di Natale. Per la precisione, sono sempre state quella cosa che ogni 25 dicembre sarebbe arrivata prima, dopo o durante l'ingresso di succosi mandarini sulla tavola. Quei benedettissimi mandarini che con la loro freschezza e leggera acidità riescono a spezzare la catena di pietanze ricche (diciamo così) che caratterizzano quei pranzi dalla durata minima di 5 ore. E ora che ci penso, insieme alle arachidi (puntualmente perdevo il conto di quante ne avevo mangiate), una volta capitarono anche i pistacchi salati, e furono per me una scoperta così piacevole da decidere senza troppa consapevolezza di finirne una confezione intera.





