martedì 8 gennaio 2019

Abbracci

abbracci
"Allora domani sera ti fermi a dormire da me, ti ho preso gli abbracci per colazione, va bene?". Succedeva di rado che mi fermassi a dormire da lei, e ancor più raramente che riuscissi a schiacciare un pisolino pomeridiano quando capitava di andarla a trovare. Ero più abituata ad arrivare la mattina presto, soprattutto d'estate, l'estate di quando ero piccola e di cui mi sembra di poter sentire l'aria umida e fresca che mi faceva sempre venire un po' la pelle d'oca, una sensazione così insolita per la stagione. Ero più abituata a suonare al citofono, meravigliandomi sempre di quanto fosse graziosa la targhetta ovale con dipinti i loro cognomi in blu, vicini, come lo sono sempre stati, e qualche fiorellino di colore rosa. La targhetta di ceramica se ne stava lì, sotto a quel '109' stampato nello stesso carattere di tutte le altre villette a schiera dalle quali, la sua, era gentilmente circondata. Mi perdevo momentaneamente in questi pensieri di rito fino a quando non venivo interrotta dal suo solito squillante "Chi è?!", dopo poco il quale immaginavo nella mia testa i suoi passi nel scendere le scale afferrandosi al corrimano di legno, la luce dell'ingresso che si accendeva, e la porta che si apriva. Avevo sempre un po' paura a toccarla, quella porta, di legno verde, con un po' di vernice che ormai era stata appena sollevata dalle intemperie del tempo. Ma poi sapevo di trovarla lì, la nonna, ancora in pigiama e con le ciabatte di gomma; con i suoi lucidi capelli neri raccolti da una molletta del bucato per lato, il viso ancora un po' addormentato, e soprattutto non ancora acceso dal suo immancabile rossetto rosso che, ogni volta che al bar ordinava un caffè bollente, avevo cura di verificare se avesse lasciato un timbro sul bordo della tazzina. 

mercoledì 2 gennaio 2019

Biscotti fondenti (vegan)

biscotti fondenti
Ogni qualvolta mi balzi in testa l'idea di sfornare qualcosa da me costruito, mi tocca - giustamente - assaggiarlo anticipatamente per poter avere un giudizio immediato sulla sua buona - o cattiva - riuscita. Soprattutto se questo qualcosa sarà un regalo per qualcuno, cerco di capire se a questo qualcuno potrà piacere, e cerco di fare del mio meglio per garantire un buon risultato. Questa volta pensavo di aver preparato dei cioccolatini fondenti a forma di biscotto, con qualche briciola in più e con un po' di durezza in meno. Perchè mentre stavo cercando di capire se fossero effettivamente cotti, abbandonandomi ad un continuo via vai di teglie dentro e fuori dal forno, ho avuto proprio quell'impressione: di una tavoletta di cioccolato, rigorosamente nero come piace alla sottoscritta, che si scioglieva piano in bocca, dotata di una morbidezza insolita.